'Il cantastorie', una sala per i giovani
"Il cantastorie", una sala polifunzionale completamente a disposizione dei ragazzi, in modo particolare nel periodo estivo, è stata inaugurata a Caldarola lo scorso 5 giugno nel piano nobile del palazzo comunale Pallotta, con il taglio del nastro da parte del sindaco Luca Giuseppetti. "Abbiamo realizzato quella che era una nostra ambizione – le parole del primo cittadino – la realizzazione, all'interno del palazzo comunale, di locali dove ospitare i nostri giovani per farli stare insieme, soprattutto nel periodo delle vacanze. Naturalmente per far sì che ciò vada a buon fine è necessaria la presenza degli insegnanti, molti dei quali hanno aderito al progetto. Si è trattato anche di un impegno abbastanza importante sotto il profilo economico – continua Giuseppetti – e per questo tengo a ringraziare in modo particolare gli sponsor che ci hanno aiutato nell'allestimento di queste stanze e nella fornitura di tutti gli strumenti necessari: Lube Store, Sistematica Olivetti, Sistema 3, la compagnia teatrale "Il Cantastorie", che ha devoluto l'incasso dello spettacolo presentato nel nostro teatro comunale, così come Pizza in Piazza, che ha contibuito al progetto con l'organizzazione di una rassegna teatrale". Un ultimo ringraziamento il primo cittadino lo rivolge allo staff dirigenziale del castello Pallotta, perla del territorio caldarolese, per la collaborazione fornita agli alunni della scuola primaria dell'istituto "Simone De Magistris" nella stesura del libro "Ma che bel castello", il cui percorso evolutivo fa mostra di sè attraverso i lavori realizzati nell'ambito del progetto . ' foto(di ILIO MONTANARI )
"Una scelta – spiega il sindaco – volta a riconoscere ai nostri ragazzi, attraverso l'esposizione delle loro opere, l'importanza che sicuramente meritano. Spesso, infatti, i giovani vengono lasciati indietro e non vengono considerati per il valore che effettivamente hanno. Dobbiamo, invece, sempre ricordarci che il futuro appartiene a loro". Quello che sarà il reale utilizzo della nuova sala polifunzionale viene spiegato dal consigliere comunale Roberta Rovelli. "Come nuova amministrazione comunale avevamo in animo, fin dal nostro insediamento, di realizzare progetti per i giovani, utilizzando le bellissime stanze del palazzo comunale, che danno lustro al paese, non soltanto per progetti per adulti, ma anche per i nostri ragazzi. come è stato in passato ma anche valorizzare questo che abbiamo per fare dei progetti per i nostri giovani. A loro, infatti, vorremmo far comprendere l'importanza del nostro passato, far conoscere quello che abbiamo, valorizzarlo e, soprattutto, rispettarlo. Così, per l'estate ormai alle porte, abbiamo pensato ad un progetto che interessa le classi della scuola primaria. Una specie di dopo scuola, che abbiamo chiamato "dire, fare, giocare in comune". In queste stanze, tre volte alla settimana, i ragazzi si incontreranno per fare i compiti, giocare, utilizzare i computer, conoscere e parlare con una coppia di inglesi, che hanno scelto di vivere nel nostro territorio e che hanno gentilmente dato la loro disponibilità. Soprattutto, però, sarà importante lo stare insieme e socializzare in un ambiente diverso da quello scolastico. In sostanza un progetto di carattere ludico, che speriamo incontri anche il favore delle famiglie. Un'iniziativa gratuita che abbiamo condiviso con le insegnanti, in servizio ed in pensione, che volontariamente collaboreranno con noi".
'Ma che bel castello', studenti scrittori
"Ma che bel castello", un progetto, iniziato nello scorso mese di ottobre, che ha visto coinvolti gli alunni della scuola primaria dell'istituto comprensivo "S. De Magistris" di Caldarola e che, con il saggio di fine anno scolastico, ha visto il suo epilogo, venerdì 5 giugno, nella splendida cornice di piazza Cavallotti, proprio alle pendici del castello Pallotta. Obiettivo centrato da parte degli insegnanti, ideatori del progetto che ha trovato il pieno appoggio dell'amministrazione comunale, ma soprattutto da parte degli studenti, che lavorando attivamente a quello che è stato un vero e proprio premio letterario hanno riscoperto il valore ed il piacere della lettura. Ovviamente soddisfatta la dirigente scolastica Fabiola Scagnetti, secondo cui "chi si occupa di educazione non può tirarsi indietro di fronte ad un progetto simile.
E' stata, infatti, proposta ai ragazzi un'esperienza da vivere in prima persona che ha favorito l'amore per la lettura. La scuola deve contribuire a far scoprire questa gioia, che non è innata, perchè c'è bisogno di qualcuno che insegni ai ragazzi ad amare i libri. Il libro, anche in un'epoca in cui la tecnologia impera, conserva sempre il suo fascino e il solo il fatto di toccarlo e di sfogliarlo aumenta il piacere della lettura. Naturalmente per comporre il libro i ragazzi hanno utilizzato tutti i moderni strumenti tecnologici, ma è chiaro che il libro non potrà mai scomparire dalla scuola nè tanto meno dalla nostra vita". Presente alla serata nella triplice veste di mamma, amministratore e sponsor il vice sindaco di Caldarola Debora Speziani, che ha confessato di essere stata "piuttosto titubante all'inizio di questa avventura, perchè pensavo che si trattasse di un progetto troppo ambizioso per ragazzi di questa età. Quando, poi, ho visto il loro impegno e il loro lavoro mi sono convinta della bontà della scelta. E' vero che i ragazzi hanno ricevuto qualche aiuto, ma i veri protagonisti sono stati loro. Hanno realizzato un progetto grandissimo e tutti, ognuno secondo le proprie capacità, hanno contribuito alla realizzazione dell'opera. Quando, alla fine del saggio, è stato consegnato il libro gli occhi dei ragazzi brillavano per la commozione. Abbiamo raggiunto il traguardo di farli appassionare veramente alla lettura".
Carabinieri,Francesco Trisolini 'il comandante'
TOLENTINO – Ha destato tristezza e incredulità, la scomparsa la notte scorsa, presso l'ospedale di Torrette di Ancona, del maresciallo maggiore “Carica Speciale” Francesco Trisolini, già comandante della stazione carabinieri di Tolentino dal 1983 e fino al 1997 anno del pensionamento. Una grande figura di comandante di stazione, molto amato dalla gente per le sue straordinarie doti umane e per il suo eccezionale spirito di servizio ed attaccamento ai valori dell'Arma, della famiglia e del bene comune, che hanno sempre ispirato il suo agire quotidiano. Indimenticato comandante, dal quale – anche con l'esempio - generazioni di Carabinieri, passati o ancora in servizio a Tolentino, hanno ricevuto insegnamenti di vita e professionali che hanno tracciato positivamente la loro vita come uomini e come militari dell'Arma. Ne sono dimostrazione le numerose onorificenze acquisite durante la sua carriera, tra le quali quella di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Lascia la moglie Alida, i figli Sabrina 'sposa(a con il Maresciallo Roberto Pondi), Samantha e Giuseppe 'Appun(ato dell'Arma). I funerali , giovedì 11 giugno alle ore 16, nella Basilica di S.Nicola. La salma sarà poi trasferita a San Severo 'FG), (uo luogo natale.
Camerino: lite amorosa in 'Cornetteria
Notte movimentata nella città ducale. La gelosia avrebbe fatto scatenare una lite fra uno studente di Jesi e un ragazzo di Camerino che avrebbe importunato la sua ragazza e dopo un vivace battibecco, iniziato all'interno del locale '' la Cornetteria L'angolo Azzurro'' , i due contendenti, si sono spostati su via XX Settembre e sono passati alle mani. La ragazza '' contesa'' avrebbe chiamato le forze dell'ordine. Sono intervenuti a sedare la lite due pattuglie dei carabinieri di Camerino ed è stato necessario anche l'intervento di un'ambulanza del 118 che ha soccorso il giovane camerte finito a terra per un pugno al volto. Per lui è stato necessario il trasporto all'ospedale Santa Maria della Pietà.
La ragazza è stata accompagnata in caserma ed ora i carabinieri stanno ascoltando le varie testimonianze ' la l(te si è svolta sotto gli occhi di tanti curiosi ) in attesa di conoscere come finirà la vicenda.
Droga sotto il ponte, 4 giovani denunciati
Già da qualche tempo i Carabinieri, insospettiti da uno strano movimento di giovani, stavano tenendo d'occhio quella zona e in particolare un ponte sul fiume a Castello di Fiuminata. I militari, infatti, avevano notato alcuni ragazzi del luogo che erano soliti appartarsi sotto l'arcata del ponte e restarvi per alcune ore. Così, dopo giorni di appostamenti, è scattato il blitz con i militari che hanno sorpreso quattro giovani intenti a consumare droga. Immediato l'intervento che ha colto di sorpresa il quartetto. I carabinieri hanno proceduto alla perquisizione dei ragazzi trovandoli in possesso di modiche quantità di hashish e marijuana. Inoltre, in una cavità dell'arcata del ponte i militari hanno rinvenuto altri due involucri contenenti rispettivamente 5 grammi di marijuana e 45 di hashish. Per i quattro, tre 20enni di Fiuminata e un 20enne di Fabriano è scattata la denuncia in stato di libertà per la detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e la segnalazione alla Prefettura di Macerata quali assuntori di droghe.
Liquami nel torrente, denuncia a Castelraimondo
I carabinieri della compagnia di Camerino, guidati dal capitano Vincenzo Orlando, nel corso di operazioni di controllo del territorio, hanno denunciato in stato di libertà tre persone. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno fermato un operaio 30enne di Tolentino, risultato positivo alla prova dell'etilometro. L'uomo, che aveva appena finito di festeggiare il suo compleanno con gli amici, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e si è visto ritirare la patente di guida e sequestrare il veicolo in suo possesso. Un 20enne è stato denunciato per guida senza patente, in quanto è risultato non aver mai conseguito il permesso di guida. Controlli anche in materia di reati ambientali, con i carabinieri di Castelraimondo che sono intervenuti presso un tratto di un corso d'acqua alle porte del paese accertando che vi era in atto uno sversamento di liquami di probabile natura inquinante. Gli immediati accertamenti hanno permesso di risalire ad una vasca di stoccaggio di letame, appartenente ad un'azienda agricola posta a monte del ruscello, dalla quale fuoriusciva il liquame, che è stata sottoposta a sequestro. A carico del titolare dell'azienda agricola, un 50enne, è scattata così la denuncia per lo smaltimento non autorizzato di rifiuti liquidi e danneggiamento.
Una tragedia per San Severino e per il Serralta
La Polisportiva Serralta sta vivendo molto da vicino la tragedia che ha colpito in queste ore di grande tristezza l'intera città di San Severino. Due suoi tesserati, infatti, sono stati coinvolti nel drammatico incidente di lunedì notte: Matteo Falistocco e Nicola Vitali.
Matteo Falistocco, il ventenne che ha perso la vita, era un giocatore della squadra di calcio a cinque che milita in serie D. I suoi compagni lasceranno accanto al feretro una maglia di gioco con tutte le loro firme, mentre la dirigenza - facendosi interprete del sentimento di tutti i suoi atleti e sostenitori - esprime sincere condoglianze alla famiglia Falistocco stringendosi attorno ai genitori e al fratello di Matteo.
Resta viva poi la preoccupazione della Polisportiva per le condizioni degli altri ragazzi rimasti feriti nello scontro, in particolare per Nicola Vitali, ricoverato in Rianimazione all'ospedale di Macerata. Anche lui fa parte della grande famiglia del Serralta: ha chiuso da poche settimane il campionato di calcio di Seconda categoria con la formazione di mister Bonifazi e, assieme ai compagni, ha festeggiato la raggiunta salvezza dopo essere stato uno dei protagonisti della stagione. La società spera in una pronta guarigione di Nicola.
Torna a 'casa' la Madonna di Riofreddo di Visso
Dopo 31 anni la diocesi di Camerino – San Severino Marche e, in particolare, la comunità vissana rientra in possesso della “Madonna delle Grazie”, la scultura lignea policroma rubata nell'ottobre del lontano 1984 dalla chiesa di san Lorenzo in Riofreddo di Visso. La cerimonia di riconsegna si è svolta venerdì 29 maggio presso il museo arcidiocesano “G. Boccanera” di Camerino, dove la scultura resterà provvisoriamente prima di essere trasferita al museo di Visso, alla presenza dell'arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro, del maggiore Giuseppe Marseglia, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, del dott. Alessandro Marchi, storico dell'arte e ispettore di zona della Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio, del direttore della rete museale arcidiocesana, prof. Luigi Falaschi, dell'architetto Luca Maria Cristini, direttore dell'ufficio arcidiocesano Beni Culturali, della dott.ssa Barbara Mastrocola, direttore del museo “G. Boccanera”, del sindaco e del parroco di Visso, Giuliano Pazzaglini e don Gilberto Spurio, nonché del luogotenente Franceso Bonu, comandante della stazione carabinieri di Visso, che ha fornito il proprio contributo nella fase delle indagini. La scultura della “Madonna delle Grazie”, come detto, fu trafugata dalla chiesa di Riofreddo nel 1984, come ricorda Lorenzo Albani, 90 anni nel prossimo mese di settembre, che fu quasi testimone oculare della sottrazione. “Una mattina – così racconta Albani con gli occhi che brillano dalla commozione – mi stavo recando ad accudire gli animali quando, proprio nelle vicinanze della chiesa di san Lorenzo, vidi due uomini che si aggiravano con fare sospetto. Raccontai l'episodio a mia moglie e poco dopo si seppe del furto della statua della Madonna. Oggi, giorno della restituzione, provo una grande gioia e mi sento ringiovanito, come se avessi ancora 20 anni”. Nei mesi scorsi, al termine di una lunga attività di indagine, la scultura è stata sequestrata dai carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Venezia in un negozio di antiquariato di Padova, ma lunga è stata la procedura per il riconoscimento, il dissequestro e la restituzione dell'opera. Tra i problemi maggiori quello relativo all'identificazione della scultura, dal momento che non esisteva nella diocesi di Camerino – San Severino Marche alcuna documentazione fotografica precedente al furto, essendo stati i comuni di Visso, Ussita, Castelsantengelo sul Nera trasferiti soltanto pochi mesi prima dalla diocesi di Norcia a quella camerte. A Norcia, fortunatamente, un sacerdote, don Ansano Fabbri, aveva scattato molte foto nelle chiese a corredo del suo libro “Visso e le sue valli”, edito nel 1965, dove trattava in maniera sommaria anche della chiesa di Riofreddo, descrivendo la scultura e pubblicandone una fotografia. E proprio tale immagine è stata elemento fondamentale per la riacquisizione dell'opera. “Si è trattato – spiega il maggiore Marseglia, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia – di una ricerca durata 30 anni, ma mai interrotta. Questo grazie ai nostri sistemi di indagine che si basano sull'utilizzo di strumenti informatici di avanguardia che conservano una memoria fisica dei reati che colpiscono il nostro patrimonio culturale. Nello specifico i passaggi di mano della scultura sono stati quelli dettati dal mercato. E' chiaro che subito dopo il furto c'è stata l'immissione di quest'opera d'arte nel mercato clandestino, dove poi ha continuato a girare. Ed è proprio attraverso il monitoraggio quotidiano, costante che i nostri uomini fanno sul mercato antiquario che abbiamo rintracciato la scultura, riuscendo nel felice esito del sequestro e della restituzione alla collettività di questa importante opera d'arte. Passaggio cruciale è stato sicuramente quello dell'individuazione della statua lignea presso una fiera antiquaria di Padova dove abbiamo potuto scattare la prima fotografia che è stata basilare per il confronto con quella che era la nostra memoria preesistente”. L'importanza del ritrovamento e della restituzione del manufatto artistico, ma soprattutto l'importanza di custodire e rendere fruibile quel patrimonio di fede e cultura di cui il territorio è ricco è stata sottolineata dall'arcivescovo Francesco Giovanni. “Recuperare quella memoria storica che non è passatista, ma presenza è ciò che continuamente chiedo ai sacerdoti e soprattutto insegno ai giovani che incontro nella varie associazioni – le parole di mons. Brugnaro – Innanzitutto per la bellezza che noi abbiamo nelle sue varie forme. In secondo luogo perchè il veicolo che le fa portare fino ad oggi è l'esperienza della fede non di comunità morte, ma di comunità vive di un'antica memoria che continua ad essere segno per la vita. Ecco, allora, che anche il ritrovamento di un patrimonio rubato è una bellissima forma di collaborazione tra la responsabilità dello stato, cui compete l'opera di ritrovamento, e la comunità cristiana che, attraverso idonee strutture quali possono essere i musei diocesani, ne deve permettere la continuità, la garanzia, ma anche una duplice fruibilità: il godimento di chi viene per visitare un museo, ma anche il godimento della memoria dei fedeli che vedono ritornare la loro statua all'interno della comunità per quegli eventi religiosi che appartengono alla loro tradizione”.
Tempesta l'ex fidanzato di sms, denunciata
I Carabinieri della Compagnia di Camerino hanno denunciato all'autorità giudiziaria una 24enne del luogo per atti persecutori ai danni di un suo coetaneo reo di averla lasciata. La ragazza, infatti, non aveva accettato l'interruzione della relazione sentimentale da parte del fidanzato ed aveva iniziato a tempestarlo di sms dal contenuto minatorio ed offensivo costringendo così il giovane a rivolgersi ai Carabinieri. Gli immediati accertamenti condotti dai militari hanno permesso di verificare che la donna, in circa tre mesi, aveva inviato all'ex fidanzato oltre tremila sms, minacciandolo ed offendendolo ripetutamente a causa della brusca interruzione del loro rapporto.
San Severino giovane coltivava la canapa in garage
I carabinieri di San Severino Marche hanno sequestrato un piccolo impianto di coltivazione di cannabis che un giovane del luogo aveva allestito nel garage di casa. Il giovane, un operaio di 24 anni, è stato fermato insieme ad un 20enne dai militari, che gli hanno trovato in tasca 5 grammi di hashish ed uno di marijuana. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di scoprire altri 370 grammi di marijuana, semi di canapa ed in garage un piccolo impianto necessario per creare il microclima adatto alle piante di canapa indiana, insieme a 8 vasi in cui vi erano altrettante basi di piante di cannabis. I militari hanno sequestrato il tutto denunciando i due giovani alla Procura di Macerata. A Tolentino i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno rinvenuto una Renault Clio rubata a Castignano 'AP) i( 9 aprile scorso. L'autovettura era stata abbandonata dai ladri nella zona industriale. Dopo gli accertamenti necessari per poter eventuale individuare l'autore del furto, i militari hanno restituito la Clio al proprietario.
